La cartolina, edita da Giovanni Caserta nei primi anni del Novecento, ritrae la torre borbonica Santa Maria, la prima opera militare ultimata nel 1767 per la difesa dell’isola dai corsari. La torre nell’Ottocento è stata adibita a carcere giudiziario gestito dal Comune. Vi si rinchiudevano i condannati dal pretore per piccoli reati o gli arrestati in attesa della nave per essere condotti al giudice penale per il giudizio. Nel 1927 vi furono richiusi Carlo Rosselli, Ferruccio Parri  e Lorenzo De Bove, accusati dell’espatrio clandestino di F. Turati e S. Pertini , prima di essere trasferiti a Savona dove venne celebrato il processo. Per rendere l’edifico idoneo alla nuova destinazione a carcere sulla terrazza di copertura vennero realizzate una grande cella e un’area recintata con alti muri come “spazio d’aria” per i carcerati.

In primo piano sulla stradella che dalla strada dell’Oliastrello conduce alla torre due carabinieri reali e un asinello.

La cartolina, viaggiata nel 1908, fa parte della collezione Di Benedetto depositata nella Biblioteca Comunale di Palermo.

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