L’ex voto è il più antico documento pittorico su Ustica sin qui conosciuto. È stato realizzato nel 1593 su una tavoletta di legno di cm 37,5x30 come segno di ringraziamento alla Madonna dell’Arco di alcuni marinai salvati, per suo intervento, nel tratto di mare compreso tra Ustica e Alicudi. I marinai, partiti da Palermo per Napoli, erano stati attaccati da corsari che volevano catturarli, ma riuscirono a salvarsi per l’intervento della Madonna dell’Arco invocata con fede. Il dipinto trovasi a Pomigliano d’Arco presso il Museo degli ex voto della Madonna dell’Arco, il più importante d’Italia nel suo genere dato che colleziona oltre 5000 ex voto, simbolo della fede ma anche dei costumi lungo i secoli. La tavoletta mostra l’effigie della Madonna con il Bambino seduto sulle sue ginocchia, che con la mano destra benedice e nella sinistra mostra una boccia a ricordo dell’evento prodigioso attribuito alla Madonna (Nel XV secolo un giovane, perduta una partita di bocce per una sua errata bocciata, bestemmiando scagliò la boccia contro l’immagine della Madonna dipinta sotto l’arco del vicino acquedotto. L’immagine colpita sulla guancia cominciò a sanguinare. Il giovane, a furor di popolo, fu impiccato all’albero di tiglio vicino che immediatamente rinsecchì sotto lo sguardo della folla sbigottita. Da allora tanti altri eventi prodigiosi sono avvenuti e l’immagine viene venerata sino ai giorni nostri). Le due isolette disegnate con tecnica pittorica molto semplice (linee marcate e acquerello ad una tinta) sono Arcura (Alicudi) e Lustrica (Ustica), e delimitano lo specchio d’acqua in cui si svolge, con drammaticità, l’azione corsara: un’imbarcazione con sei marinai è inseguita da una galera turchesca molto più grande e più attrezzata; la Madonna, implorata, assicura la salvezza. In basso, quasi illeggibile, staccata dal dipinto con un netto tratto di colore nero, la didascalia con linguaggio popolare riassume l’evento miracoloso: “A di 8 de marzo 1593 trovandose marinaro essendo partuto da Palermo fu seguitato dai turchi vicino Lustrica. Se voltò devotamente a S.ta Maria de larco [sic] e la Madonna satissima [sic] a fatto grad. [gratia]. Votum fecit et gratia accepit”. [Il giorno 8 marzo 1593 mentre eravamo partiti con la barca da Palermo fummo inseguiti dai corsari nelle vicinanze di Ustica. Ci siamo rivolti a Santa Maria dell’Arco e la Madonna satissima (soddisfatta) ci ha fatto la grazia. Voto fece, grazia ricevuta]. La tavoletta è trattata con imprimitura di gesso e colla ed è dipinta prevalentemente con quattro colori: il rosso, il bianco, il giallo ed il marrone. Non ha alcun segno sul retro.

Tratto dalla ricerca di Emilia Cesareo e Gaetano Calderaro pubblicata in «Lettera» n. 25-26, gennaio – agosto 2007.