La carta geologica è allegata al volume Descrizione dell’Isola di Ustica, di Pietro Calcara, pubblicato in “Giornale Letterario”, n. 229, Palermo, 1842. Pietro Calcara (nato a Palermo il 16 febbraio 1819, morto di colera a Villabate – Pa - il 24 agosto 1854), laureato in Medicina a soli 19 anni nel 1838, si interessò di geologia, di botanica e di scienze naturali. Nominato Conservatore del museo geologico di Palermo, ne fu instancabile organizzatore; nel 1846 insegnò all’Università di Palermo divenendo titolare di cattedra nel 1850. Pubblicherà anche studi sull’isola di Lampedusa e sui dintorni del Palermitano. Giambattista Castiglia in Una passeggiata ad Ustica sul ‘Palermo’ narra che nel 1844, andando a Ustica per un viaggio promozionale della nuova nave a vapore destinata a collegare la Sicilia con Napoli, “il giovane naturalista” gli regalò il volume e la mappa di Ustica e gli fece da guida nella visita dell’isola. Nella carta il Calcara individua per la prima volta i prodotti vulcanici che ricoprono l’isola e li distingue in quattro tipi: lava, trachite, peperino e tufi
basaltici. Con i termini lava e trachite il Calcara indica i prodotti dell’attività effusiva, mentre con i termini peperino e tufi basaltici i depositi dell’attività piroclastica (ceneri, lapilli, ecc). Si tratta di una terminologia evidentemente approssimativa, conforme alle limitate conoscenze dell’epoca, e tuttavia rappresenta il primo studio scientifico sulla vulcanologia usticese. Vi sono riportati 32 toponimi: Cala di Giaconi, Cala Santa Maria, Cala di San Paolo, Cala di Sidoti, Grotta della Colombe, Grotta del Lambicco, Grotta di Blasi, La Galera, L'Alpa [sic], Scaro di barca [Cala sotto il faro di P. Cavazzi], Scoglio del Medico, Scoglio del Colombaio, Gorgo Salato, Gorgo del Maltese, Punta del Leone, Punta della Mezzaluna, Monte della Falconiera, La Petriera, Monte del Cavaliere, Guardia di Mezzo, Grotte del Lapillo, Guardia del Turco, Tramontana sottovia, Tramontana sopravia, Passo della Madonna, Spalmadore, Tre gorghi, Mezzogiorno sopravia, Mezzogiorno sottovia, Torre dello Spalmadore, Gorghi dell'Oliastrello, Arso. Nel teso figurano anche i toponimi Pitrera, Rivellino di San Giuseppe, Castello della Falconiera, Pizzo della Bandiera. L’originale (acquaforte su lastra di zinco di 425x300 mm) appartiene alla collezione della famiglia Ailara.


E’ stata ristampata dal Centro Studi e Documentazione nel 2003.