La litografia (301x455 mm) è opera dell’artista inglese Whichelo H. M. che fu attivo tra il 1810 ed il 1850. L’opera ha per titolo Ustica ed è certamente la rielaborazione di appunti che l’artista ebbe modo di prendere durante un viaggio verso la Sicilia. Nella seconda metà del Settecento molti uomini di cultura e facoltosi borghesi dell’Europa si recavano infatti in Sicilia, attratti dalla testimonianze architettoniche ed artistiche significativamente presenti nell’Isola, dove nel corso dei secoli si erano stratificate diverse civiltà e culture: fenicia, greca, romana, bizantina, araba, medioevale. La rotta da Napoli verso la Sicilia era diventata dunque una costante di questi viaggi, ed Ustica era un riferimento geografico nella navigazione per Palermo. Vi fanno riferimento, ad esempio, Johan Wolfang Goethe, nel 1787, nel suo Viaggio in Sicilia: “ Ci consolò un poco la vista dell’isola di Ustica, che purtroppo lasciammo a sinistra ...”; e Dolomieu, nel suo Voyage aux iles de Lipari del 1783, che descrive sommariamente l’orografia e la natura
vulcanica dell’isola. E così tanti altri illustri viaggiatori. La veduta di Whichelo ritrae Ustica da Nord e, come succede spesso all’imbrunire, si intravedono sullo sfondo le montagne della costa palermitana. Non meraviglila nitidezza e la grande visibilità perché, talvolta, si vedono i Monti Nebrodi e ben oltre, sino al pennacchio dell’Etna. In primo piano Ustica è rappresentata con buona approssimazione e si possono osservare la costa
nord a falesia e l’orografia del terreno. È, invece, poco verosimile il grande numero di imbarcazioni a vela rappresentate, sia perchè l’isola fino alla seconda metà del Novecento non ha mai avuto tante imbarcazioni e sia perché è molto poco probabile che il tratto di mare tra Palermo e Ustica fosse tanto affollato. Altra imprecisione è la collocazione del centro abitato, rappresentato, peraltro, con case a schiera con veduta mare, come una moderna cittadina turistica. Le case coprono tutta la Contrada Tramontana, che è il pianoro più vasto e più coltivato dell’isola. Il paesino, invece, era ed è situato sul lato opposto, esposto a sud, sulla sella tra le due colline prospiciente la Cala S. Maria. Assolutamente errata, in aggiunta, la rappresentazione di case a due piani Nessun toponimo è riportato. L'opera, molta rara, è in esposizione nella Collezione della Fondazione Banco di Sicilia e pubblicata dall'editore C. J. Hallmanel in Iconografia storica della Provincia di Palermo di Salvo Di Matteo, Palermo 1992.

La litografia è stata ristampata nel 1998 dal Centro Studi.