L’acquaforte su lastra di zinco Isola di Ustica (425x300 mm) è stata realizzata da Salvatore D’Ippolito per corredare la Memoria della Chiesa di Ustica e sua dipendenza dal Cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, scritta dall’abate Rosario Gregorio e pubblicata a Palermo nel 1807. La dotta ricostruzione storica sull’appartenenza di Ustica nei secoli precedenti, ne fa un documento basilare per la conoscenza della storia della Chiesa locale. La Memoria era stata commissionata al canonico Rosario Gregorio per controbattere la tesi dei sacerdoti nativi di Ustica che accampavano il diritto di avere assegnata la Parrocchia, che, all’epoca, su incarico del Viceré, era retta dai Cappuccini, e sostenere, invece, che l’isola era da assimilare ad una Cappellanìa Militare. Con essa, lo studioso Rosario Gregorio sostenne la sua tesi secondo la quale “Ustica deve essere compresa tra i siti militari e che non può avere altra autorità ecclesiastica che quella del Cappellano Maggiore”. Di conseguenza spettava a questi la potestà di nomina del Parroco. La mappa allegata alla Memoria aveva lo scopo di dimostrare graficamente come Ustica fosse assimilabile ad un “castello”, cioè ad una fortezza unitaria retta da un unico potere militare ed ecclesiastico. A questo scopo, l’autore esalta graficamente tutte le fortificazioni dell’isola ed aggiunge una Legenda per segnalare le costruzioni militari e quelle religiose, tutte insistenti nel medesimo ambito, circoscritto da una sequela continua di fortificazioni costiere. Il D’Ippolito definisce pertanto “Forte” sia la Rocca della Falconiera che le due torri; esalta a fortificazioni le garitte costiere, in realtà precari posti di guardia realizzati in pietra a secco (simili ai Pagghiari); segnala le abitazioni delle autorità militari; esalta a dignità di edifici religiosi anche le piccole cappelle. Nella Legenda è indicata l’ubicazione di: 1. Chiesa Regia e sotto la Sepoltura, 2. Casa del Governatore, 3. Altra casa del Governatore, 4. Casa dell’Ajutante, 5. Chiesa Vecchia, 6. Torre ossia Forte di S. Maria, 7. Fortino di Marina, 8. Calvario, 9. Casina dell’Ajutante, 10. Cappella del S.S. Ecce Homo, 11. Casa del maggiore, 12. Quartiere deibassi Uffiziali.
Nella mappa sono segnalati i Gorghi (Oliastrello, Salato e Maltese), vasche per la raccolta dell’acqua piovana, un Antico Mulino a vento, ora non più esistente, altro Mulino a vento, ed i toponimi lungo la costa: Punta di San Ferricchio [sic], Punta dell’Alpa, Punta delli Cavazzi, Cala dello Spalmatore, Punta di Megna, Cala di Giaccone,Punta di mezza Luna [sic]. Altra particolarità è costituita dalla rappresentazione grafica delle case come corpi aggregati in isolati, così come sono effettivamente. L’originaleè custodito nella Parrocchia di Ustica.

L’acquaforte è stata ristampata nel 2001 dal Centro Studi nelle dimensioni originali.