La mappa Lustrica isla inculta è contenuta in un manoscritto con 93 tavole che il viceré Carlos De Bonavides fece redigere prima della sua partenza per Madri, dopo otto anni di Viceregno in Sicilia, per illustrare in possedimenti sui quali aveva regnato e le opere che aveva promosso. Si tratta del manoscritto n.3, Relacion de las cossas de Sicilia y Teatro Geografico antiguo y moderno del Reyno de Sicilia, datato Palermo 1 maggio 1676, in due volumi. Rappresentata con veduta da sud a volo d’uccello, Ustica risulta deformata rispetto ad una vista planimetrica zenitale, ma è molto precisa e l’autore testimonia una buona conoscenza dei luoghi. La tavola a colori e racchiusa in una cornice rettangolare, ritrae, oltre all’isola, un fregio col toponimo di Lustrica, una scala di misura in canne, due velieri ed una figura mitologica adagiata su un delfino. Osservandola attentamente, la mappa rivela particolari interessanti. Il perimetro dell’isola è, come nella realtà, molto frastagliato: più riconoscibile è la costa meridionale compresa tra Punta Gavazzi e l’Omo Morto e sono ben visibili il promontorio di San Paolo e l’insenatura della Cala Santa Maria. Molto esaltante appaiono le dimensioni degli scogli affioranti presso la Punta dell’Arpa e la Grotta della Pastizza ; proporzionati sono invece la Colombaia e lo Scoglio del Medico. Ben riconoscibili le colline della Falconiera e della Guardia dei Turchi, la piana di Tramontana e quella dell’Oliastrello, rappresentata altimetricamente più rilevata e più rigogliosa, ed attraversata da una strada che sembra fiancheggiata da alberi e che si spinge sino allo Spalmatore, come l’attuale Via dell’Oliastrello. Di particolare importanza è la notizia che ci fornisce il disegno della presenza umana. “Isla inculta” è dichiarata nel testo, e quindi disabitata, ma l’autore non trascura di rilevare tre piccoli insediamenti: quelli della Falconiera cin i resti dell’abitato romano su cui fu edificato dai Borbone
la rocca; quello delle Case Vecchie, in cui sono ben evidenziati la chiesa e il monastero cistercense; quello, sul Monte Guarda dei Turchi. Di quest’ultimo insediamento non si è mai rinvenuta notizia né da documenti né da ritrovamenti archeologici, per cui si può ipotizzare trattasi di edifici pertinenti la Guardia Grande, principale vedetta per la difesa dai corsari. La mappa originale (565x420 mm) è custodita a Madrid nell’Archivio General de Ministerio de Asuntos Exteriores Essa non riporta alcun toponimo. Analogo disegno è contenuto nel manoscritto di Gabriele Merelli di 140x200 mm, datato 16 agosto 1677, Descrittione del Regno di Sicilia e dell’isole ad essa adiacenti, conservato nella Biblioteca Reale di Torino, segnatura “militari 39”. Questa mappa riporta i toponimi: Cala d’Amato, Scoglio delli Spalmaturi, Falconara, Colombara, Cala di S. Maria, La Calozza , La Grutta di secreta, Cala di S. Paolo.

La riproduzione di Lustrica isla inculta è stata edita dal Centro Studi nel 2002.